Si comunica avvenuta affissione all'Albo della Scuola in data 19/06/2018

delle Tabelle Fondo Istituto Personale Docente e ATA

Presentiamo un piccolo libro “speciale” perché scritto da una ragazza “speciale”, Evelyn Domini, allieva autistica della classe IV B del Liceo Artistico di Modica. E’ un libro che racconta una fiaba, a cui Evelyn ha dato come titolo “La storia della principessa Wanda”.
La studentessa svolgendo in questi mesi un progetto di alternanza scuola-lavoro presso una libreria storica di Modica, la “Equilibri”, libreria intitolata ad un giovane diversamente abile, Alberto Portogallo, che negli anni ‘80 ho conosciuto personalmente e al quale mi legavano rapporti di amicizia, ha pensato di concludere il progetto scrivendo una fiaba.
Il volumetto, olografo, è uscito integralmente dalla mano di Evelyn, e la Cooperativa sociale “Alberto Portogallo” che lo ha pubblicato nonché la docente di sostegno che la segue, la prof.ssa Daniela Sigona, non hanno apportato al testo alcuna correzione.
La protagonista della fiaba di Evelyn è Wanda, “una principessa che viveva in un castello”, descritta come una donna “bella” e dal “volto buono”. La giovane autrice la inserisce in un contesto affettivo positivo dove i suoi genitori, il “re Giona e la regina Ester”, la circondano di molto affetto: “vivevano felici con la loro bambina”.
Ad inquinare questo stato di bellezza affettiva è un “mago corvo” , che la rinchiude “in una gabbia”, dove “Wanda – scrive l’autrice –“diventa triste perché le mancavano i suoi amati genitori”.
Nonostante il dolore, la principessa cresce lungo gli anni divenendo una “bellissima ragazza”, al punto da essere rapita da “un drago cattivo di color viola” inviato dal suo padrone che “era il mago corvo”.
Molto coinvolgente risulta la parte centrale del libro, dove la narrazione di Evelyn si cimenta nella descrizione della principessa che vive in solitudine mentre svolge alcune attività domestiche:
“…La principessa Wanda puliva tutte le stanze del castello stregato, cucinava in cucina da mangiare per il drago e per il mago corvo e trascorreva le giornate da sola…”.
La giovane studentessa non manca di immaginazione e fantasia e, così, fa entrare in scena, a questo punto, un “principe seduto sopra un cavallo”, che lei vede affacciandosi dalla finestra. Il principe ha in mano una “spada magica”, grazie alla quale spezza “l’incantesimo del mago corvo” uccidendo il drago e intraprendendo con il mago una serrata lotta:
“…E iniziò questo combattimento tra principe e mago corvo, il mago corvo con i suoi poteri malvagi lo rinchiuse in una gabbia. Per fortuna il principe con la sua spada magica si liberò tagliando le sbarre della gabbia…”
La fiaba nel mentre esalta la liberazione del principe, estende il suo sguardo su Wanda, rinchiusa nella gabbia del castello, tant’è che il principe, dopo aver avuto definitivamente la meglio sul mago corvo, “sparito per sempre”, “prese la chiave per aprire la gabbia e per liberare la principessa Wanda”.
Il finale mette in risalto tutto il mondo dei sentimenti della protagonista, la quale rivolgendosi al principe gli dice: “mio eroe mi hai salvata e qual è il tuo nome? E il principe rispose: il mio nome è Carlo”. Tra i due sboccia l’amore, il principe Carlo fa salire Wanda sul cavallo e “ viaggiano per tre giorni” fino a raggiungere il castello dove vivono i suoi genitori. Qui si sposano e vivono felici e contenti.
Questa breve fiaba è accompagnata da un apparato iconografico illustrativo della narrazione; la giovane autrice riesce a produrre anche dei disegni: i volti dei protagonisti, del re e della regina, le figure del mago corvo e del drago, la spada, la vittoria del principe sul mago corvo, il viaggio a cavallo di Wanda e Carlo e il castello dove si sposano vivendo felici.
Questo libro è davvero speciale perché scritto da una studentessa “speciale”, Eveljn, che Daniela Sigona descrive, nell’introduzione al libro, come “ dolce e attenta autrice della fiaba”, come “una ragazza che attraverso le sue parole semplici e dirette e i suoi disegni dai contorni netti, è riuscita a trasmettere l’intensa verità delle emozioni e delle vivide immagini che accompagnano la vita speciale”.
Consapevolmente o meno, Evelyn Domini in questo libro utilizza egregiamente il linguaggio della fiaba, caratterizzato da narrazioni brevi centrate su personaggi fantastici( il re e la regina, il principe e la principessa, il mago corvo, il drago, il cavallo) coinvolti in fatti che hanno risvolti formativi e morali come la liberazione dalla prigionia, la prevalenza del bene sul male, il trionfo dell’amore, tutti elementi che appartengano, senza alcun dubbio, alla vita dell’uomo abile e diversamente abile.
Il valore di questo piccolo libro sta nella capacità della giovane Evelyn Domini di fare della realtà da lei percepita una costruzione narrativa, utilizzando parole e immagini per dare un messaggio ove il l’immaginario della giovane autrice rappresenta quasi una via di collegamento con il mondo delle sue emozioni.
Con il finale della sua fiaba, “e vissero per sempre felici e contenti”, tanto scontato quanto evocativo di una ontologia esistenziale connaturata in tutti, Evelyn Domini rappresenta il bisogno umano del superamento del senso della fragilità e dell’insicurezza nonché il bisogno, semplice e genuino, della speranza; bisogni e sentimenti, questi, che appartengono non solo alla giovane autrice ma ad ogni persona, la quale spera di poterli raggiungere dopo tante tribolazioni, grazie a qualcuno che ‘ci ama e ci protegge’. Con il lieto fine della principessa Wanda, auguriamo tanta serenità alla nostra giovane autrice del Liceo Artistico di Modica, auspicando che possa cimentarsi in altre fiabe e opere artistiche.

(a cura del prof. Domenico Pisana)

Tra tutti gli impegni che generalmente occupano gli alunni nel mese di maggio, l’alternanza scuola-lavoro a Bologna si è dimostrata, oltre che istruttiva, anche divertente. A questo progetto, che si è svolto dal 27 maggio al 1° giugno, hanno preso parte alunni provenienti dal Liceo classico, scientifico e artistico.

Le attività presso la Fondazione Golinelli sono state varie, ma alcune specificatamente incentrate soprattutto sulla biologia vegetale; sin dal primo giorno sono stati assegnati loro dei tutor che hanno guidato gli alunni nelle attività laboratoriali. Gli alunni hanno eseguito, ogni giorno, autonomamente vari protocolli.

La novità di questa esperienza è stata quella di poter mettere in pratica in laboratorio ciò che veniva spiegato teoricamente e quanto appreso nel corso degli anni scolastici.

Gli esperimenti svolti hanno permesso agli alunni di conoscere l’ambiente laboratoriale e di avere una certa dimestichezza con l’argomento trattato.

Esperienza consigliata, non solo per chi sa già che i suoi interessi sono scientifici, ma anche per coloro che sono ancora incerti riguardo alle loro scelte future.

Premiati due alunni dell'indirizzo Classico al Concorso Nazionale di Poesia del Liceo Classico “Nicola Spedalieri”
edizione 2017-2018 “Una parola può far fiorire il mondo”:

1^ posto: LUDOVICO PIO VICARI (I LICEO B)

2^ posto: NICOLETTA GALFO (III LICEO B).

Si allega alla presente il CODICE DISCIPLINARE dell'Istituto.

Il Dirigente Scolastico

Prof. Sergio CARRUBBA

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